Cortonantiquaria

24 Agosto - 8 Settembre 2019

Furlanetto Stampe Antiche

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Die Erst General Tafel die Beschreibung

Epoca: 1588
Misure: 43,3 x 33,6 il foglio

Importante mappamondo antico inserito nella Cosmographia Universalis di Sebastian Münster a partire dall'edizione con testo tedesco di Basilea del 1588 stampata da Sebastian Petri nella quale furono sostituiti alcuni legni oramai consunti con intagli nuovi, tra i quali appunto il mappamondo.

Esso ricalca il primo modello proposto da Abraham Ortelius nel 1570, riconoscibile dalla forma a patata del Sud America, e offre una precisa idea di come fosse conosciuto ed immaginato il Mondo. Spicca nell'emisfero meridionale la “Terra Australis nondum cognita” la cui esistenza si fondava sul principio di equilibrio tra terre emerse nei due emisferi ed essendoci molta terra nella metà nord, doveva essercene altrettanta in quello sud. Oltretutto nel Milione di Marco Polo si riferiva di regioni chiamate Beach, Lucach e Maletur poste più a meridione del sud-est asiatico come si riporta nel Mappamondo antico del Münster.

Nell'emisfero settentrionale il polo nord è raffigurato frammentato in quattro isole di cui una era stata certamente scoperta e battezzata Nova Zemla. Tale visione perdurerà a lungo e discendeva da un manoscritto risalente alla metà del trecento, ma perduto già un secolo dopo, scritto da un francescano che avrebbe visitato le regioni del nord Atlantico.

Sono disegnate, benché non vi sia segnato il nome, le mitologiche isole di Tazata e Frisland; l'America di nord-est è assai arcaica, ma suggerisce chiaramente l'esistenza di un passaggio a nord-ovest che verrà scoperto solo ai primi del XX secolo.

Nel cuore dell'Africa sono indicate le montagne della Luna quali sorgenti del Nilo, come voleva la tradizione; i fiumi Niger e Senegal sono fusi in uno unico e tali resteranno per altri due secoli. In Asia il Giappone è formato da un'unica isola orientata in direzione quasi est-ovest, mentre in Cina è indicata Quinzai (Shanghai) che, rifacendosi ai racconti di Marco Polo, si riteneva la più popolosa città della Terra.

Il mappamondo antico di Sebastian Münster, il cui titolo completo è “Die erst General Tafel / die Beschreibung und den Circkel des gantzen Erdtrichs und Meers innhaltende.”, è elegantemente impreziosito negli angoli da giochi di racemi e da due tabelle con cornici geometriche che contengono indicazioni geografiche in gotico.

Questo esemplare è ben conservato, grazie anche ad un restauro professionale lungo la piega centrale; si presenta nitidamente inchiostrato e su un foglio equilibrato nei margini. La coloritura, sicuramente posteriore, rende l'importante mappamondo di assoluto fascino.


Limon da Patrasso. Palazzo del N. H. Mocenigo delle Perle al Dolo.

Epoca: 1714
MNisure: 20,6 x 32,2

Questa stampa antica mostra il limone di Patrasso in abbinamento con Palazzo Mocenigo a Dolo, secondo le indicazioni sulla tavola, ma in realtà la villa rappresentata assomiglia maggiormente per struttura e soprattutto per i magnifici e vari affreschi sulla facciata a villa Soranzo che sorge a Fiesso d'Artico nella zona della Riviera del Brenta tra Venezia e Padova, benché la stessa abbia già una sua illustrazione. Il limone di Patrasso viene ben disegnato nella sua forma leggermente allungata, con le grandi foglie che finiscono a punta e rivoltate, la scorza poco ruvida, l'albedo copioso e piccoli gli spicchi.

La stampa antica deriva da Continuation der Nürnbergischen Hesperidum seconda parte della rara Nürnbergische Hesperides di Johann Christoph Volckamer, opera considerata per le sue illustrazioni tra le più belle del periodo barocco. Il Volckamer ebbe come passione la coltivazione degli agrumi a cui dedicò l'ampio giardino della sua residenza di Norimberga. Tale giardinaggio specialistico concentrato su limoni e aranci era invero diventato una mania tra gli aristocratici europei, soprattutto italiani e tedeschi, i quali facevano a gara a chi ottenesse la pianta dai frutti più stravaganti, mostruosi. Fatto di vanto era anche l'abilità a far maturare gli agrumi in climi difficili quali l'Europa continentale o il nord Italia. La struttura delle tavole della Nürnbergische Hesperides prevede che venga illustrata una villa in abbinamento con una varietà di agrume, come in questa stampa antica che fu incisa da Joseph à Montalegre, uno dei tre acquafortisti più attivi in quest'opera. L'incisione è impreziosita da una bella coloritura posteriore che esalta la nobile facciata di palazzo Mocenigo e i riflessi di luce sul limone di Patrasso; il foglio è ottimamente conservato, con solo il margine di sinistra un poco corto.


Limon di Savona. Palazzo del N. H: Gradenigo alla Mira.

Epoca: 1714
MNisure: 20,3 x 32,1

La rara stampa antica deriva da Continuation der Nürnbergischen Hesperidum seconda parte del Nürnbergische Hesperides di Johann Christoph Volckamer, opera considerata per le sue illustrazioni tra le più belle del periodo barocco.

Il Volckamer ebbe come passione la coltivazione degli agrumi a cui dedicò l'ampio giardino della sua residenza di Norimberga. Tale giardinaggio specialistico concentrato su limoni e aranci era invero diventato una mania tra gli aristocratici europei, soprattutto italiani e tedeschi, i quali facevano a gara a chi ottenesse la pianta dai frutti più stravaganti, mostruosi. Fatto di vanto era anche l'abilità a far maturare gli agrumi in climi difficili quali l'Europa continentale o il nord Italia. La struttura delle tavole della Nürnbergische Hesperides prevede che venga illustrata una villa in abbinamento con una varietà di agrume.

In questa stampa antica si raffigura col nome inserito in un nastro un limone di Savona intero ed in sezione, varietà di agrume che potrebbe riferirsi al chinotto di Savona di oggi, associandolo a villa Gradenigo ad Oriago di Mira presso Venezia, palazzo che si specchia nel Brenta. La villa veneta è mostrata con una struttura in parte differente da come si manifesta ai nostri tempi, con la barchessa alle spalle ed oltre il giardino piantumato. La lastra è firmata in basso a sinistra da Tobias Gabriel Beckh, uno tra i numerosi incisori che parteciparono alla magnifica impresa di Johann Christoph Volckamer. L'incisione è impreziosita da una bella coloritura posteriore che mette in risalto le sfumature di luce sulla scorza del limone di Savona; il foglio è ottimamente conservato, con solo il margine di sinistra un po' più corto degli altri.